29 apr 2013

Too far, too fast, too Fendi

{1 | Collana con tris di pendenti Luca Romanyi per Freedom Topshop 2 | Collier in acrilico Luca Romanyi per Freedom Topshop 3 | bracciale con charms Asos 4 | bib necklace effetto torchon Accessorize 5 | pochette con tasca esterna River Island via Asos -simile Asos e Asos- 6 | pendenti in acrilico Luca Romanyi per Freedom Topshop 7 | spilla effetto pixel Topshop 8 | pumps con tacco scultura Miista Siri via Asos 9 | maxi maglione con dettagli geometrici Topshop}

Uno degli errori più diffusi è quello di confondere la tradizione con qualcosa di immutabile, fisso, intoccabile. Ma, al contrario, la storia dimostra che è proprio quando si smuove l'equilibrio che l'ordine delle cose torna ad essere più solido che mai. Proprio quando il filo si spezza si deve ricercare un nuovo modo di tenerlo insieme, ed è qui che nasce la creatività. In un mondo dove tutto scorre ad una velocità impressionante non ci si può permettere di rimanere fermi, inerti, e questo la maison Fendi lo sa bene, per questo spinge i suoi confini sempre più in là, un passo per volta. Dal 1925, anno della fondazione della maison, ad oggi non ha mai smesso di cambiare volto pur rimanendo ancorata alla minuziosa artigianalità italiana che ci contraddistingue da decenni nel mondo. La collezione primavera/estate giunge puntuale con il suo capovolgimento di preconcetti: omesse in toto le cuciture a favore di un nuovo metodo di saldatura che tiene insieme il tutto, spazzati via i classicismi per gli accessori e grande spazio alla sperimentazione di texture esotiche che hanno un non so che di giurassico. C'è una sorta di armonia e di precisione, anche se spigolosa, in questa collezione. Immancabile infine l'iconica borsa e, oramai, abituata agli stravolgimenti Baguette, qui rivisitata in chiave costruttivista. Il brand romano non accenna a rallentare la sua corsa per la gloria, difficile, se non impossibile, riuscire a tenergli testa.

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