01 mar 2013

Ripassino di storia chez Dior

{a sinistra: abito in denim lavaggio scuro Chanel Resort 2013, maxi dress con applicazioni Christian Dior Haute Couture PE2013. A destra dall'alto: occhiali cat-eye con cornice di rose Asos, pumps a stivaletto con lacci Neosens via Zalando, collier floreale di strass Forever21, trainers con flatform H&M, abito con ricamo sul retro Topshop, pouch con nappa decor Anya Hindmarch -anche a stampa damask}

Simbolo dello strapotere della nobiltà e della magnificenza imperiale la Reggia di Versailles è anche il vanto dell'arte barocca francese e dell'avanguardia ingegneristica dell'epoca. Sappiamo che ne fu della sua ultima coinquilina, Maria Antonietta, così come di tutto l'Ancien Régime, ma ciò non toglie che si possa trarre il meglio della storia. Per la prima volta si registrava un'inversione di tendenza nelle regole della moda: la donna non era più relegata tra le mure domestiche e costretta a vivere all'ombra del ben vestito marito ma diventava la vera protagonista della vita sociale e con lei le sue scelte stilistiche, mentre le marchandes de modes venivano riconosciute come corporazione, con Rose Bertin, modista personale della regina, in testa. "Far vedere ed essere visti": l'antica massima della borghesia francese è più viva che mai, il peccato di vanità ammesso senza timori grazie ai meticolosi dettagli floreali annessi ai prom dress di Raf Simons per Christian Dior, dichiaratamente ispirati ai fastosi giardini dello château, e ai modelli Resort 2013 Chanel resi ancora più contemporanei dalla profusione di denim. Due le buone notizie: non solo gli aristocratici possono godere di queste creazioni e, fortunatamente, nessuno rischia di perdere la testa. Se non metaforicamente.

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