22 mar 2013

Puzzle Bubble Pearl

{a sinistra dall'alto: collier con maxi perle Zara -simile Accessorize- parure con bracciale e collana Asos, pumps con dettaglio in pvc BCBGeneration -simili Boohoo o con bordini bold Asos e con microglitter Giudecca via Zalando- knit sweater con applicazioni Dorothy Perkins, mini palette con quattro ombretti e un eyeliner in crema Sephora, flared skirt in ecopelle con banda a contrasto Asos -con banda ton sur ton Asos o in pelle Asos- matita occhi nera lucida con spugnetta Kiko, lip gloss a lunga durata #128 Kiko. A destra: giacca in tweed con perle, gonna in nappa con maxi orlo, guanti e decolletes tutto Chanel S/S 2013}

Il cammino di Karl Lagerfeld raramente prevede linee dritte e ancor meno sentieri terrestri: con vistosi colpi di scena è capace di colarsi a picco in emisferi sommersi con la stessa padronanza con cui si libra nell'aria esplorando inaccessibili cavità dell'universo. Come in un celebre aforisma a lui attribuito i suoi piedi son ben piantati a terra, peccato non ci sia dato sapere di quale pianeta sia questa terra ma sicuramente non è il nostro, anche se con l'ultima collezione estiva un pochino ci avevamo creduto: i pannelli solari con cui era pavimentato il Grand Palais e le faraoniche pale eoliche sembravano riservare un minimo di interesse verso il mondo che ci ospita. Nelle sue intenzioni invece tutto ciò era un omaggio a due elementi quali vento e sole che, nella loro incontaminata semplicità, rappresentano la massima espressione di libertà e indipendenza. Così come libere sono le sue creazioni: svincolate da ogni ridondanza stilistica ricerca il minimalismo pur preservando lo spirito conservatore della maison. Solo sulle perle i suoi propositi vacillano vistosamente: cerca di inserirle senza disattendere le aspettative ed è così che diventano di metallo e lievitano sotto gli occhi degli spettatori. Anche in questo caso Lagerfeld non degna la terra di uno sguardo, il suo è puntato altrove, lassù.

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