13 mar 2013

L.A. - N.Y.C. Sola andata.

{a sinistra: backstage Alexander Wang SS2013 -abito simile con inserti velati Oasis via Asos. A destra dall'alto: peplum top con trama traforata H&M -simile Topshop- minigonna a portafoglio Zara, tracollina in pelle ecologica effetto serpente Tosphop -smile Zara- gonna in crochet H&M, cover per iPhone 4 matelassé Topshop, shopper a spalla con cinturino Zara, sandali con dettagli iridescenti H&M, sandali t-bar Asos}

L'enfant prodige della West Coast, lo stilista taiwanese trapiantato in California prima e nella Big Apple poi, Alexander Wang, arriva poco più che diciottenne a New York e da lì non se ne andrà più. Il successo arriva un paio di anni dopo grazie alle sperimentazioni a maglia: i suoi vortici tricot donano movimento a qualcosa di fisso e immobile come il cachemire. Con quel pizzico di audacia caratteristica delle sua giovane età taglia, scuce, sostituisce, inverte, riformula e deforma il womenswear privandolo della sua dimensione leziosa pur senza sconfinare nel mescolamento dei generi. La donna Wang non è allineata ai cliché femminili ma con l'uomo non condivide nulla o quasi. Questo strano essere nato dalle sue mani riceve standing ovation a non finire fino all'incarico di sostituire Nicolas Ghesquière alla maison Balenciaga ricevuto lo scorso Novembre (qui la sua prima collezione per il brand franco-spagnolo). Dichiaratamente volatile la collezione omonima PE2013 è un concetrato di purezza estetica: una serie di fluttuazioni fanno galleggiare gli abiti addosso alle indossatrici, le texture riproducono striature safari ma il tutto rimane nell'ambito della sottrazione, il riferimento animale c'è ma è come se non ci fosse coperto da un bianco ottico incandescente, gli abiti e i top sagomati si allineano alle silhouette delle modelle e sembrano tenuti insieme da fili immaginari. Persino i sandali gladiatore subiscono un taglio radicale: eliminate le stringhe in esubero vengono ridotti all'osso fino a sembrare dei meri sostegni. In un guizzo di minimalismo estremo elimina tutto il superfluo facendo somigliare questa collezione ad un enorme loft privo di tramezzi situato a NY piuttosto che all'opulenza sfacciata di una villa californiana. Un viaggio coast to coast da fare tutto in un fiato.

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