04 feb 2013

Mescolamenti in passerella...

{in sfilata da sinistra: felpa con maniche leo e jeans baggy 3.1 Phillip Lim, top in paillettes e oversized pants bicolor Ashish, abito multitessuto Eudon Choi. Seguendo l'ordine numerico: skinny jeans con dettaglio sulle ginocchia Stella McCartney, giacca biker con inserti in denim Acne, jeans con toppe Zara -simili FreePeople- con gamba bicolore Mih Jeans, camicia in denim effetto patchwork Maison Scotch via Asos -sito ufficiale QUI- abito tunica con maniche a contrasto Topshop. Non in foto: skinny in demin washed H&M, camicia a blocchi Nelly, hot pants in denim Acne}

Il jeans è un po' come il maiale: non solo piace a tutti ma di lui non si butta via nulla.
Ogni piccolo residuo o brandello avanzato diventa un'opportunità per sperimentare nuove combinazioni e se in tempi di ristrettezze gli scarti erano un rimedio casalingo per i capi lisi  dall'utilizzo ora, in cui difficilmente si ha penuria di abiti, il ritorno in auge è un vezzo puramente scenografico. Decisi a lasciarci in bilico tra il casual e il disordinato questo patchwork in tela si piazza a sostituire il blocking multicolor degli ultimi anni, tono su tono si presta a numerose interpretazioni anche se comunque il mood ammesso è necessariamente disinvolto e creativo.
Fresco ancora d'esordio lo stilista coreano Eudon Choi persegue la linea dello stile sportivo ma rigoroso per un banco di prova molto importante, la seconda collezione, che in genere determina le sorti di un marchio o collaborazione. Le aspettative erano alte e non sono state disattese: le numerose contaminazioni all'apparenza impegnative e i riferimenti al futurismo anni '60 rendono la collezione attualissima. Persino il pvc coat, altra grande presenza primaverile, sembra meno indigesto. 
LV Prefall 2013 - click to enlarge
E' invece la Legge del caso a regolare la collezione Phillip Lim, stavolta più scomposta del solito e in perfetto stile dadaista si può descrivere, parafrasando il poeta Tristan Tzara, in questo modo: "ritagliate degli elementi dello streetstyle cool newyorkese, un po' di grunge anni '90, un po' di sportwear, stampe e tessuti vari e metteteli in un sacco. Agitate. Tirateli fuori e disponeteli nell'ordine in cui hanno lasciato il sacco". E la collezione primaverile è servita.

Denim is like pig: everybody loves it and most of all nothing goes to waste.
Every piece in excess can become a chance to try new combinations, and if time ago the scraps were a trick to mend clothes now is only a coup de théâtre. The designers want to leave us in a limbo between casual and messy, this denim patchwork is going to replace the color blocking of spring summer 2012, every shade joins a lot of interpretations but with a single mood which is playful and creative.
Eudon Choi, for his second collection, is still taking the classy sporty approach. Big expectations for a big result: a lot of challenging contaminations and a little of retro-futurism making the collection up-to-date. Even the pvc coat seems less indigestible.
The Phillip Lim collection is ruled by the law of chance, we can describe it using a Tristan Tzara dadaist poem: "cut out some grunge and streetstyle-chic elements, prints and fabrics and put them all in a bag. Shake gently. Next take out each cutting one after the other. Copy conscientiously in the order in which they left the bag". And the collection is served.

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