25 gen 2013

Under the influence of André Courrèges

{in alto: tutto André Courrèges. In basso da sinistra: completo con profili bold Moschino, due pezzi a maxi check Louis Vuitton, top in visone rasato e shorts Prada, completo a quadretti black/white Sportmax}

 Creatore di nuove silhouette, ricercatore ed esponente massimo del avvenirismo nei favolosi anni sessanta: a marzo compirà ottant'anni André Courrèges e i designer lo omaggiano riscoprendo le sue geometrie ottiche oltre che le stampe grafiche, spedite in passerella a suon di revival e in una escalation di simmetria e linearità.
 Amato per il suo spirito visionario quanto criticato per il suo desiderio di trasformare le donne in esseri asessuati è impossibile pensare ai sixties senza gli abitini strutturati ad A, senza la mini, senza i cromatismi luminosi e senza gli oblò strategici in una decade intrisa di suggestioni futuriste dove ai giovani tutto sembrava possibile. Marc Jacobs attinge a piene mani dai suoi archivi, sia per la sua omonima prima linea, dove trionfa la stampa a macro righe, sia per il brand francese da lui diretto, Louis Vuitton, in cui ripropone anche l'effetto negativo protagonista incontrastato della sfilata insieme all'iconica stampa damier che si presenta in versione stilizzata e effetto griglia. Miuccia Prada sceglie il motivo floreale, le famose daisy (margherite), per il giusto tocco pop alla sua collezione geisha-inspired mentre da Sportmax la scacchiera si dilata, acquisendo dimensioni iperboliche. A distanza di cinquant'anni, impossibile ma vero, sembra essere ancora attuale.

1 comments:

Anonimo ha detto...

bellissimo questo post! adoro queste stampe e...la pelliccia? non potevano farne ora (e non in primavera) una versione low-cost?

laura