30 ott 2012

Couture per tutti

{in alto da sinistra: sfilata Haute Couture Giambattista Valli fall-winter 2012-13, abito elasticizzato con dettagli orizzontali e volant Rare Opulence via Asos, deco con cinturino alla caviglia Zara. In basso da sinistra: tracollina trapuntata in ecopelliccia Tally Weijl, pumps metallizzate Asos, coat egg shaped in tessuto bouclè Topshop, abito laminato Miss Selfridge, guanti in pelle argentata Roeckl via Zalando, sfilata Haute Couture Chanel fw12-13}

Quando si parla di Haute Couture si pensa inevitabilmente a qualcosa di irraggiungibile, ad un privilegio per pochi ed invidiabili eletti: non tutti, ovviamente, hanno la fortuna di poter dire "Caro, comprami un Valentino" (o direttamente Valentino nel caso della sceicca del Qatar Mozah) ma con piccoli accorgimenti ed astuzie nulla è impossibile. Alle sfilate d'alta moda parigine troviamo una Ville Lumière tra ambientazioni idilliache e bucoliche, in cui il romano Giambattista Valli manda in scena il fior fiore della giovinezza tra prom dresses opulenti in taffetà di seta e ingombranti volant che fanno somigliare le indossatrici a boccioli pronti a schiudersi. Dal canto suo Karl Lagerfeld inaugura una location d'onore: il Salon d'Honneur du Grand Palais, rimasto inutilizzato per quasi un secolo. Una sala affrescata in stile tromp l'oeil a contenere un giardinetto improvvisato tra sedute e tavolini in vimini in cui gli spettatori hanno sorseggiato limonata sulle note elettroniche di Joakim. Lagerfeld sottolinea la dimensione storica della maison ripercorrendo i suoi gloriosi anni, vediamo avanzare delle jeune femmes in stile primo '900 fino alla zampa dei fab seventies e al glitter oltre che al laminato anni '80. Il lusso c'è ma non si vede, come una volta, quando una minuziosa cucitura valeva più di ogni inutile ed altezzoso esibizionismo.
Nel nostro piccolo quindi chiunque può ricreare un look esclusivo, e senza dover sborsare fior di soldi.

If we talk about Haute Couture the idea is that it is only for an elite circle, too expensive to reach it, well, that's true: not everyone in the world has the fortune to buy a Valentino, or directly the Valentino Fashion Group if you are the Sheikha of Qatar, Mozah, but everyone can feel as a princess with few expedients. Paris became a countryside, in which the italian couturier Giambattista Valli performs the eternal vigor of youthfulness with silk taffetà dress and maxi volants. Karl Lagerfeld rediscovers the Salon D'Honneur of Grand Palais after one century. In a tromp l'oeil painting palace we found wicker seats and coffee table with lemon ice for a garden atmosphere. Lagerfeld underlines the historical dimension of Chanel retracing the entire story of this brand: the low waist of twenties and the flare trousers of seventies until glitter and shimmer fabric of eighties. A luxury collection but not flaunted, as in the past where a well-made stitching worth more than any useless detail. In our little way everyone can have an exclusive look without spend a fortune.

1 comments:

Anonimo ha detto...

bello rosa/argento, anche le scarpette!

laura