29 ago 2012

A macchia di leopardo

   {in alto da sinistra in senso orario: doctor bag con chiusura a testa di cervo Accessorize, top a palloncino New Look, guanti scamosciati Dents via Asos, soprabito stampa animalier Asos -simile da Warehouse- pumps in pelle con placca metallica Zara, pantaloni con piega centrale H&M. Al centro: coat in angora, pantaloni in twill di lana, top senza maniche in pelle e pumps cap toe tutto Yves Saint Laurent PreFall 2012}

Catturati dal fiuto di Stefano Pilati ci addentriamo in questa giungla dai risvolti urbani tra coat in pelle tagliati al laser e soprabiti dall'espressività disciplinata. I colori neutri sono il background su cui poggia l'intera collezione e la cornice è composta da pochi ma selezionati particolari quali il denim patchwork e le stampe leopardo che come un trofeo contornano quest'assidua e laboriosa dimostrazione di talento che, ora, ci fa decisamente rimpiangere Pilati alla maison parigina. Sebbene la palette giochi su un esiguo ventaglio di sfumature e le silhouette rincorrano il canonico minimalismo non v'è un capo uguale all'altro. I trend sono attraversati in lungo e in largo e nascoste tra il velluto e l'animalier si intravedono colate d'oro che, come il tocco di re Mida, impreziosiscono scarpe e borse (qui il resto della collezione). Un classico avantgarde.

Catched by Stefano Pilati we sink into this urban jungle through leather laser cut coats and structured outerwear. Neutral shades are the background upon which the entire collection is based, and the framework is composed of few selected details such as denim patchwork and leopard prints that, as a trophy, is the proof of the talent of Stefano Pilati, who miss so much at Yves Saint Laurent. Even if the palette is scanty and shapes are minimalist there's no clothes similar each other. The fall winter trends have been tested and hidden underneath velvet and animal prints we can find gold touches that, as King Midas, make precious bags and shoes. A classic avant-garde.  
 

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