04 mag 2012

Godlike: The Peplum Silhouette

{in alto da sinistra: abito gonna in faille di seta e top a contrasto Jason Wu, cocktail dress con volant verticale Givenchy, corpetto in pizzo ajour Ermanno Scervino, giacca con cintura sottile Christian Dior, completo in shantung ton sur ton Giorgio Armani, tubino con dettaglio in metallo Cushnie Et Ochs. In basso da sinistra: jumpsuit verde asparago Osman, tuta in denim Ter Et Bantine, Miranda Kerr in Peter Pilotto, Emma Watson in Jason Wu. Seguendo l'ordine numerico: tuta one-piece con volant Asos, maglia a righe Tibi, in pizzo New Look, tubino giallo pastello Dorothy Perkins, bustier rosa shocking Coast, top in pelle H&M}

Di derivazione greca con un pizzico di romanticismo, un pout-pourri di nuovo e vecchio, classico anzi, dato che con la parola peplo si è soliti indicare una sinuosa tunica di origine ellenica datata 500 a.C.. Profetica fu Athena, dea della saggezza (ma anche del coraggio, della guerra, della giustizia...): quante virtù racchiuse in una sola donna, ricoperta, in quasi tutte le sue rappresentazioni, da un lungo abito stretto in vita da una cinta in corda permettendo il concepimento di questo volant naturale tanto caro ai giorni nostri. Si uniscono all'appello la cropped jacket rosa pastello con micro volant (Asos anche grigia Asos) che sembra sbucata da un'illustrazione di Godey Lady e il vestito senza spalline in tessuto jacquard (Zara). C'è poi chi lo reinventa donandogli un'anima forzuta (Cushnie et Ocs), facendolo diventare quasi parte di un'armatura e chi lo attualizza aggiungendo tocchi personali in un incontro/scontro su più dimensioni (Givenchy). Per essere, letteralmente, divine.

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