08 apr 2012

City tour o picnic? No problem

{dalle sfilate: Daks, Cacharel, Fendi e Luisa Beccaria. In basso da sinistra: borsa in pelle di bufalo con dettaglio intrecciato Zara, stringate traforate New Look, giacca a vento con lacci H&M, cappello di paglia con fiori Asos, portapranzo con divisorio Goolp}

Incartati nella stagnola i panini al salame, organizzati con gli orari e freschi di previsioni meteo ci si appresta ad affrontare il grande esodo post-pasquale. Diventata oramai tradizione le città d'arte si affollano e i parchi si tingono di primavera con centinaia di tovaglie colorate. Farsi prendere dalla sindrome di Pasquetta, ovvero il dubbio amletico tra il vestirsi a strati, con conseguente aspetto meringa (e qui la scorpacciata d'uovo non aiuta), o il vestirsi trendy in barba al rischio assideramento non è di certo il modo migliore per affrontare l'ultimo giorno di ferie e ritrovarsi con una bella broncopolmonite. Il mix&match tra le due opzioni sembra essere il male minore: ammesso che gli scongiuri per il clima funzionino tanto vale optare per un pizzico di colore unito a quel savoir faire londinese che da secoli combatte con le precipitazioni incerte. E' qui che il tanto caro trench, soppiantato quest'anno da variopinti soprabiti, torna in gioco e svela il suo lato pratico: con il romanticismo di una stampa floreale o il gusto salmastro delle righe se ne confonde l'aria metropolitana. Il cestino in paglia pare d'obbligo per bucoliche scampagnate alla ricerca di margherite mentre un'ariosa gonna a ruota è l'accordo retrò che ben si addice ad un tour artistico. Perchè femminilità fa rima con comodità.

1 comments:

Anonimo ha detto...

What day isn't today?