16 apr 2012

Just like a...

{in sfilata: Aquilano Rimondi, Antonio Marras, Alexander McQueen. Dall'archivio Roberto Cavalli AI05/06, foto Mert & Marcus dal libro per il quarantennale della maison toscana. In basso da sinistra: abito con stampe verticali Asos, maxi dress allacciato al collo Philosophy di Alberta Ferretti, abito senza spalline H&M, top smanicato Wallis, abito stampato Oasis, camicia fantasia Zara}

Un repertorio da negozio di antiquariato quello andato in scena all'ultima FW estiva: trovandosi di fronte questi capi dal côte porcellanato sembra quasi che i designer si siano improvvisati al servizio di prestigiosi committenti dal ducato imponente o dalla corte imperiale. Vi si riconoscono le maioliche faentine del barocco e ancora quelle del tardo-rinascimento dagli stemmi araldici e dalle geometrie finemente decorate, quasi come fossero fangotti in attesa di essere esposti in una vetrinetta. Il bianco&blu delle ceramiche medicee trova spazio tra mini dress a fascia e top dall'appeal fresco mentre il barocco si inserisce tra i tessuti damascati dei tubini di Aquilano Rimondi.  Indimenticabile infine il gown dress Roberto Cavalli FW05/06 ispirato ai celebri The David Vases esposti al British Museum di Londra, vasi appartenenti ad una dinastia precedente a quella Ming dove poi conobbero una diffusione a macchia d'olio. Il fatto che l'Italia sia uno dei più grandi paesi produttori ed esportatori di ceramiche al mondo, non a caso vengono chiamate anche fayence (in onore della città di Faenza), non fa altro che nobilitare ancor di più l'intento degli stilisti che nuovamente sembrano rimembrarci l'importanza del nostro artigianato locale. Esemplari unici da sfoggiare con fierezza.

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