28 mar 2012

Tuta: un capo per tutti

{in ordine numerico: bracciale a ventaglio New Look, collana con ciondoli extralong Topshop, tracollina stampa serpente Mango, decolletes con impunture Aldo Rise, bouquet bag stampato Topshop, tuta one piece Mango. Sfilata Stella McCartney Resort 2012}

Chi è sempre vissuto con la convinzione che la tuta fosse un retaggio esclusivo della classe lavoratrice dovrà ben presto ricredersi: le sue origini infatti affondano le radici nell'immediato dopoguerra del primo conflitto mondiale. Inventata, manco a dirlo, da un italiano di origini americane, Ernesto Michahelles noto ai più col nome di Thayat e famoso per le sue spoglie creazioni al limite del rigore più assoluto, ben presto troverà collocazione nel guardaroba femminile, e non solo in quello sportivo. Fu la sua puntigliosa mania per la geometria e probabilmente l'incontro con Madeleine Vionnet, regina del taglio diagonale, a suggellare la creazione dell'inedito pezzo nel 1919 insieme al fratello Ruggero Alfredo. L'ensemble con il pantalone ampio invece deriva dalla moda maschile del 19esimo secolo in cui si era soliti utilizzare questi capi dalla linea morbida per il tempo libero. Dalla seconda metà del secolo diventerà quasi una seconda pelle, salvo poi tornare ad essere morbida grazie alle dive dello show business negli anni del boom economico. Il capo salva-serata per eccellenza guadagna un allure aristocratico dovuto alla scollatura a barchetta che enfatizza le spalle mentre il taglio austero fa si che il bilanciamento con accessori ricchi crei un nuovo e stabilizzante equilibrio.
 Per essere chic senza sentirsi mai banali.

2 comments:

patatina ha detto...

non vedo l'ora che arrivi l'estate per comprarne (e metterne) di nuove!

Cristina Elle ha detto...

Io mi dò al minimal, ne voglio una esattamente come quella che ho postato, magari alla metà del prezzo hihihi