04 mar 2012

ArT DéCo

  {in alto da sinistra in senso orario: backstage e dettaglio sfilata Gucci PE2012, collana sfrangiata Forever21, sandalo con cinturino alla caviglia ed oblò laterali Zalando Collection, collana intrecciata con ciondoli a moneta Mango, top smanicato Mango, sandalo con nodo MissKG , sandalo in tessuto scamosciato Mango, cintura con maxi nappe Asos, pochettina con dettaglio in rettile Zara, bangle smaltato Forever21, bracciali a catena Asos, sandalo a listini Victoria Delef}

Lo snodo su cui si basa tutta la collezione Gucci è basato su riferimenti continui ai cosidetti roaring twenties, anni di rivoluzione culturale, di cambiamenti repentini in cui sembrava che tutto si potesse trasformare, rendere diverso, migliore sotto ogni aspetto. Non solo flapper girls ma soprattutto suggestioni dovute alle geometrie volumetriche tipiche dello skyline newyorkese di quel periodo, come la stessa Frida Giannini ha dichiarato. Il punto vita si abbassa progressivamente e le frange arrivano a sfiorare le ginocchia, talvolta a coprirle. Mancano alcuni elementi tipici come le cloche e i giri chilometrici di perle, persino le onde sono state spazzate via per far spazio ad un rivisitato chignon per una collezione decisamente più sofisticata e contemporanea. Si prende solo il meglio di quegli anni e lo si riporta al presente. La palette cromatica è data da poche e semplici nuances, si potrebbe quasi dire che, tolti i non colori nero e bianco, l'unica vera tinta presente fosse il verde smeraldo accostato a rigogliose applicazioni oro fiammante, il verde speranza di non veder sfumato, come successe allora, quel periodo florido e glorioso culminato poi con la crisi del '29 e il proibizionismo.
Nel contempo godiamoci lo spettacolo.

 {qui sopra: abito ricamato Oasis}