10 feb 2012

Pretty faces

    {in alto da sinistra in senso orario: porta ipad con illustrazioni Lanvin, sfilata Manish Arora, Jourdan Dann indossa una t-shirt Eleven Paris, sfilata Iceberg, Richard Nicoll, Les Copains, vaso in ceramica Bitossi, Jil Sander, Band of Outsiders Pre-a/i11-12, N°21, JC de Castelbajac, tee stampata Unique. Tutto PE2012}

Si usa uno specchio di vetro per guardare il viso e si usano le opere d'arte per guardare la propria anima. [George Bernard Shaw] 

E' tutta una questione di contatti e di contaminazioni, un complicato groviglio di generi artistici dalla maestria straordinaria. Il viaggio è lungo e parte da Tahiti: l'atelier dei Tropici, ovvero l'immaginaria "colonia" di artisti operanti all'ombra di un paesaggio incontaminato, il sogno di Gauguin rimasto chimera nato da un'idea del nemico-amico Van Gogh poi rivisitata trasla sulle creazioni di Alessandro Dell'Acqua (N.21) che ne riprende i tratteggi clonando una bellezza esotica che sembra aver preso vita da una tela esposta in una teca. I Mondrian di JC de Castelbajac si inseriscono in un contesto divertente, fatto di argute sfaccettature per uno stile Preppy alla francese, da Jil Sander ritroviamo gli intarsi delle ceramiche di Picasso, stampate su linee pure e minimal, quasi aristocratiche. Ma gli anni '50 sono anche gli anni della Pop Art e della sua informale visione dell'arte, Richard Nicoll ne riprende fattezze e colori per ravvivare una collezione fatta di maxi-tuniche dalla silhouette dritta apparentemente informi. Gli anni '60 trovano oltreoceano la (contro)cultura hippie, descritta perfettamente dagli scatti di Robert Altman che ora diventano fonte di ispirazione per le tuniche irriverenti di Manish Arora. Niente summer of love per Iceberg ma ancora seventies: Paolo Gerani sceglie l'icona erotica dei fumetti di Guido Crepax, Valentina, e le dona nuova vita grazie ad una cascata paillettes sulle felpe strech. Voglia di modernità sia da Band of Outsiders, con le tee in stile Shepard Fairey, l'illustratore famoso per aver ideato il manifesto della campagna del presidente degli Stati Uniti Barack Obama, sia in casa Les Copains, al cui timone vi è ora un Alessandro Dell'Acqua in splendida forma che prende in prestito le opere dell'artista contemporaneo Omar Galliani. Quasi meglio di una visita al museo.

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