19 feb 2012

Pe2012: Fashism

{seguendo l'ordine numerico: collier girocollo a microcatena Forever21, collana con maxi pendente Forever21, primer correttivo Pupa, pantaloni taglio a 3/4 Mango, collana con ciondolo a croce Topshop, cintura dorata con maxi fibbia Asos, sandalo con doppio cinturino Max&Co, clutch con profili metal Zara, gilet con spacco sul retro Max&Co, camicia con bottoni ton sur ton H&M. Nello sfondo: collana con catena e ciondolo a forma di aquila Lanvin, in sfilata Lanvin PE2012}

Da sempre, il modo migliore per sconfiggere i propri demoni è quello di affrontarli, smontarli e rimontarli dando loro una nuova vita. E chi meglio di Alber Elbaz, stilista marocchino naturalizzato israeliano, per stravolgere l'anima a quella che per anni è stato il simbolo delle barbarie naziste: l'aquila. La smantella, la demolisce fino a ridurla un semplice accessorio e nulla più. Affiancata ad un peccaminoso serpente abbarbicato al collo delle indossatrici diventa la colonna portante di una collezione votata al rigore.
Il tenore è rigido, le linee geometriche e complici le spalline imbottite oltre che le gonne a matita più il focus sul punto vita la sostanza rimane ancorata agli anni '80. Il processo di cambiamento non si limita agli accessori ma coinvolge anche alcuni capi tabù dell'eleganza: ecco quindi una tuta da lavoro diventare la migliore alleata di serate al chiarore di un party in villa, basta una cintura skinny e una spigolosa clutch per rendere il tutto charmant. Lo stesso capo è poi riutilizzabile di giorno con sandali flat e cartelle oversized. Perchè non v'è dittatura più dolce di quella della moda.

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