11 ott 2011

Paris FW: What I loved



È pieno di meraviglie 
che altro tu vuoi di più
in fondo al mar
...

E meravigliose le indossatrici di Karl Lagerfeld lo sono senza ombra di dubbio per questa collezione che si divide tra il poetico e il contemporaneo grazie a tessuti innovativi che, ricreando il riflesso della luce sull'acqua e simulando il movimento delle alghe, rendono i capi estremamente attuali. 
Lo stilista tedesco ridisegna i confini dello stile Chanel smontando le collane multifilo tanto care a madame Coco per trasformarle in brillanti choker o per ricoprire le meravigliose pochette a forma di conchiglia. Talvolta prese in rete o a fare da spina dorsale (pinna?) alle mannequin che escono da un incantevole Grand Palais trasformato per l'occasione in un fondale marino. 
Una lectio magistralis coi fiocchi!
Ma non è finita qui perchè tutta la Paris Fashion Week è stata un tripudio di romanticismo e suggestioni marine. Le creature di Sarah Burton per Alexander McQueen sembrano uscite da un racconto di Ulisse grazie ai riflessi in madreperla e agli abiti mermaid dai tessuti squamati.
Sono boccioli di un paesaggio fatato le donne di Commes Des Garçons: Rei Kawakubo fa sfilare fagotti floreali e creazioni dai tessuti liquidi abbinati a copricapi che sembrano fatti di schiuma. Davvero apprezzabile l'uso del tombolo che sembrava oramai quasi estinto. Flower-mania da Louis Vuitton e soprattutto da Valentino dove il duo Chiuri-Piccioli abusa, in senso buono, del pizzo macramè e dei tagli laser dual-layer.
Il resto delle collezioni, a partire da Martin Grant passando per Hermés e Jean Paul Gaultier fino ad arrivare a Anne Valérie Hash, è un tripudio di tagli fluidi e silhouette che si possono definire libere, ovvero svincolate dalle rigidità schematiche dei nostri tempi.
Persino gli abiti in pelle Céline e Costume National possono vantare una scorrevolezza mai vista prima. 
Libertà è la nuova master key, come liberi sono i pesci nel mare.
Esordio in sordina per Kanye West, che riceve critiche ma anche consensi con una collezione dai tagli strategici che, giudicate voi se un bene o un male, poco ricorda dello stile hip hop caro al rapper-improvvisato-stilista, a parte per i ciondoli con placca metallica al collo delle ragazze. Una collezione assemblata in fretta per coincidere con i tempi della FW ma che tuttavia merita almeno una sufficienza se non altro per l'impegno e per il sostegno di numerosi stilisti e star giunte da oltreoceano per l'occasione.

{Il Grand Palais trasformato in maxi ostrica per la sfilata. Foto: Chanel-news}

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