16/mag/2013

The Scarf Print

{da sinistra: abito polo con bottonatura parziale Max&Co. -simile LaRedoute- orologio da polso con quadrante madreperla DKNY via Zalando, cintura in cuoio minimal Mango, occhiali cat-eyes Asos, pochette con pendenti a punta Zara, Giovanna Battaglia alla NYFW lo scorso settembre, abito stampa foulard Mango -anche a top Mango- gladiators con borchie Zara}

Mescolare fantasie? Si può, anzi, si deve! La stampa foulard, nata sulla storica piazzetta di capri e resa celebre da Emilio Pucci nella seconda metà degli anni '50, ne ha fatta di strada: è sconfinata in paesi esotici ed orientali, ha attraversato indenne giungle e savane, è diventata geometrica, futurista e persino spaziale. Ma nonostante i chilometri percorsi e le fatiche patite il fascino della scarf print è rimasto immutato: Giovanna Battaglia apre nuovi scenari con un top stampato che, infilato al di sotto della cintura, rivela un leitmotiv funzionale e gli conferisce un'inedita personalità. I sandali a motivi aztechi infine amplificano il look proiettandolo in una dimensione selvaggia ed indigena, sicuramente wild. Non v'era miglior modo per ravvivare un'anonima pencil skirt nera, anche se scommetto che, lì in mezzo, nemmeno l'avevate notata.

14/mag/2013

Far East

 
{in alto da sinistra in senso orario: kimono con frange e ricami Topshop, blusa incrociata Zara, collier maxi con dragone Zara, piatto fondo in porcellana con doppio disegno Seletti via Yoox, jumpsuit ricamata River Island, maxi dress stampato Zara. Al centro: sfilata Hermès SS2013. Non in foto: pantaloni stampa floreale Zara, kimono print orientale Stradivarius, pantaloni harem Desigual via Zalando, stampa japan Zara, con drago ricamato Zara, panta pajama Zara, zeppe scultura Emilio Pucci}

Backstage sfilata Emilio Pucci SS13
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Serpenti, dragoni, uccelli del paradiso, arabe fenici, stampe esotiche, carpe koi, ciliegi in fiore: non si può di certo dire che gli indizzi disseminati tra sfilate e catwalk siano ambigui o poco chiari. I flussi scorrono in un'unica direzione e gli occhi sono tutti puntati verso Oriente: impensabile non catturare quindi l'attenzione degli spiriti nomadi, specie se si tratta di un brand da sempre avvezzo alle fughe intercontinentali come Hermès. Christophe Lemaire dosa saggiamente stampe botaniche e geometria in un equilibrio tra rigore ed esotismo: la scarf print riveste le linee a kimono e a trapezio mentre i completi sartoriali dai toni algidi contribuiscono a ristabilire una sorta di ordine. Un tono deluxe è dato dai pellami pregiati e dai gioielli scultorei dalla forma design. Anche Peter Dundas per Emilio Pucci rende omaggio all'Impero Celeste: una carrellata di tessuti impalpabili scivolano fluidi sui corpi delle indossatrici in un effetto double-layer mentre le zeppe scultura con i dragoni asiatici tengono ben saldi al terreno i piedi delle modelle. La seta, nemmeno a dirlo, è l'incontrastata protagonista della tendenza: non c'è alcuna nota stonata in questo coinvolgente incontro/scontro di culture agli antipodi, perfetta e armonica composizione a metà tra occidente ed oriente.